lunedì 12 dicembre 2011

Un Ninfeo sulla via di Boccea - Località l'Oliveto - Roma

Come al solito....., sfogliando una rivista sugli acquedotti, in particolare "immagini figurative sulle forme dell'acqua", ho notato una stampa raffigurante un bel ninfeo con acqua e piante. Mi ha ricordato un rilievo effettuato per conto di un archeologo che stava facendo ricerche in quella località.
La presenza di una villa romana nel luogo porterebbe a considerare che vi fosse presente un ninfeo utilizzato anche in epoche successive. La struttura dei cunicoli e la topografia confermerebbe tale ipotesi. Un solo cunicolo è ancora attivo. La particolarità è nel fatto che nel suo calpestio vi è presenza di ghiaia utile per il drenaggio dell'acqua. Ghiaia che chiaramente non fa parte del terreno circostante prettamente vulcanico. 
Partecipanti: G. Politi, T. Dobosz, G. Pintus, P. Lo Rizzo 










Triplice Cinta - Catino - Poggio Catino (RI)

Dopo una leggera passeggiata sul monte Tancia, (da me già effettuata diversi anni fa), abbiamo visitato una parte del paese di Poggio Catino. La fortuna ha voluto farmi incontrare un personaggio del luogo, Raffaele Ricci, profondo  conoscitore della storia del paese e attento osservatore di monumenti e della maggior parte di simboli esistenti in essi incisi e/o scolpiti. Il sig. Ricci ha curato una ricerca su Gregorio da Catino, monaco dell'Abbazia di Farfa e compilatore del Regesto di tale Abbazia. Grazie alla segnalazione del sig. Ricci per la prima volta mi sono imbattuto in una TC con tanto di data che ne determina(?) l'incisione. Le altre purtroppo no. Alcune sono consumate dal tempo e permettono di riconoscerne solo alcuni tratti. Una rappresenta un Alquerque e un'altra, probabilmente, il gioco della dama.
Continuando il censimento di queste incisioni su pietra, Triplice Cinta, presenti in molti paesi, in alcuni in numero consistente ed in altri la pietra sicuramente asportata o sostituita da materiale di più recente concezione, tipo soglia in marmo o in cemento, mi viene spontaneo pensare ad una salvaguardia di tale documentazione storica i luoghi in cui si evidenzia la presenza di tali simboli, sensibilizzando i vari comuni  con opportuna conoscenza. 
Questi simboli, incisioni o graffiti hanno per molti un significato prettamente ludico, per altri un significato esoterico. La ricerca e lo studio del contesto in cui si trovano aiuterebbero a capire il modo di vivere della popolazione e la spiritualità del luogo in cui vengono ritrovati.  
La presenza di questi simboli ludici nella cittadina di Poggio Catino, vengono riportati in un libro: "Lazio, i luoghi del mistero e dell'insolito" di L. Bellingioni e D. Cortiglia, distribuzione CDA, (Euro 19,00).


Compendio scrito dal Sig. Raffaele Ricci

TC incisa su di un sedile in pietra all'ingresso del paese

Incisione non ben definita situata dopo la porta del paese

Altra incisione non ben definita (consunta dal tempo)

TC lungo il muretto fuori della porta del paese

Alquerque

Gioco della dama(?)


domenica 20 novembre 2011

Pozzo di Miesole o di Mezzo - Configni (RI)

Invitato da Paolo Forconi e con Fabrizio Toso, ho fatto una bellissima ed interessante passeggiata nel pozzo di  Miesole, cavità nel comune di Configni (RI). Loro stanno continuando un'esplorazione cominciata anni fa che nel frattempo ha portato a nuove sale e prosecuzioni. Dal rilievo si evidenzia che il pozzo, già rilevato ed esplorato dal G.S. Pipistrelli di Terni, terminava nel salone alla base del pozzo. In base a delle intuizioni del gruppo speleologico Sabino e con diverse disostruzioni si sono rilevate altre due sale, riportate nel rilievo. Ora seguendo l'aria che circola il Forconi sta continuando a cercare la prosecuzione per la terza sala. Nel libro scritto e pubblicato da Gruppo Speleologico Sabino, da non perdere per la conoscenza del territorio sabino, vi sono relazionate altre cavità esistenti. Il libro, chiaro nelle descrizioni, è supportato da belle foto d'effetto.
Partecipanti: F. Toso, P. Forconi, G. Pintus
Foto: F. Toso, G. Pintus     



Rilievo

Bibbo che arma il p 42

Inizia la discesa

A - 20 frazionamento e seconda parte del pozzo

Arrivo su cono detritico








mercoledì 26 ottobre 2011

Triplice Cinta anche a Palermo

Visitando Palermo e girando per la maggior parte delle chiese, chiaramente stando più attenti nella ricerca di incisioni di TC in quelle edificate dall'XI al XIII sec, abbiamo notato che solamente lungo la balaustra che si trova al primo piano del palazzo dei Normanni di fronte l'ingresso della Cappella Palatina vi sono incise due TC. Una evidente mentre l'altra è appena percettibile.  Sicuramente le notevoli opere di rifacimento effettuate nei monumenti palermitani hanno nascosto e fatto sparire quelle incisioni di cui ci occupiamo. 
In buona parte delle città italiane una nutrita bibliografia ci porta a conoscenza delle evidenze di TC, per quel poco che ho cercato su Palermo sembra che non ci siano notizie. Nelle notizie storiche- architettoniche dei monumenti difficilmente si da spazio a questo tipo di incisioni.

Partecipanti: M.Piro, G.Mecchia, G.Politi, G.Pintus  



Ingresso Cappella Palatina

TC in un modulo della balconata interna restaurato 

Balconata interna del palazzo dei Normanni

Altra TC appena percettibile

mercoledì 12 ottobre 2011

La Triplice Cinta e L'Alquerque - In Sicilia - Cefalù

Un bel viaggio nella Trinacria, precisamente nelle provincie di Trapani, Palermo e Messina, ci ha portato, direi come al solito, a cercare quei simboli che oramai ci attraggono più di ogni altra cosa nelle architetture degli edifici dell' XI - XIII sec. in particolare.
La fortuna(?) ha voluto che nella visita del Duomo di Cefalù ci imbattessimo, lungo la scalinata d'ingresso, in due forme di Alquerque, per quanto cercassimo sia all'esterno che all'interno del Duomo, non siamo riusciti ad individuere altre incisioni di TC. Visitando l'attiguo chiostro abbiamo individuato lungo il muretto perimetrale interno una bella TC oramai consunta dal tempo. Anche le incisioni lungo la scalinata del Duomo presentano un'usura, principalmente causata dal gran numero di visitatori. 
Partecipanti: G. Mecchia, M.Piro, G. Politi, G. Pintus.   





Duomo di Cefalù
Gioco dell'Alquerque (scalinata di sx)


Incisione consumata dal tempo e dal passaggio di turisti

Triplice Cinta all'interno del Chiostro

sabato 8 ottobre 2011

Le miniere dell'isola del Giglio (GR)


Una giornata di sole passata al buio di una miniera.


Come al solito alla ricerca di Dolichopoda, questa volta ci siamo recati all'isola del Giglio, in prov. di Grosseto, dove fin dalla preistoria venivano scavate delle minere per l'estrazione del ferro e pirite. La Dolichopoda non ha trovato di meglio che instaurarsi nelle miniere fresche e buie, dopo la loro dsmissione del 1962.
Giornata di sole e calda, paesaggio incantevole, ultimi turisti a prendere il sole, località fortemente turisticizzata, (nel 1965 poche case e un magnifico ristorante "Il Corsaro" che non ho rintracciato). La ricerca si è protratta per molto tempo, in quanto gli ingressi che danno sulla spiaggia di Campese sono rimasti inglobati tra le reti di protezione delle pareti scavate nel calcare ed ora usate come pareti di arrampicata ed alcuni fabbricati.
Il rintracciare gli ingressi non è difficile, prendere il sentireo che porta al "faraglione" iniziata la salita il sentiero fa una curva a dx prendere subito a sx e seguire le reti di protezione per circa 150 m, gli ingressi sono evidenti, il primo è chiuso, il secondo risulta aperto. La galleria si sviluppa verso Sud-Ovest per circa 20 m, devia leggermente verso Ovest per altri 10 m fino ad un incrocio a sx chiude con frana mentre a sx continua con una serie di crolli (attenzione). La visita ha permesso di raccogliere alcuni esemplari sia maschi che femmine.
Partecipanti: G. Pintus, dr. M. Rampini  


Vista di Campese 
La torre di Campese
Ingresso miniera
Primo tratto
Parti franate
Tetto del quadro con tavelloni
tetto con cedimento
Incastro
Uscita
Tipi di incastro
Sistema di rinforzo alle pareti
Martelli pneumatici per lo scavo








giovedì 19 maggio 2011

Chiesa di S. Andrea - Triplice Cinta - Buccheri (SR)

Finalmente dopo svariati mesi riprenderò ad inserire notizie e foto dei miei spostamenti e di alcune curiosità da me viste. Spero in notizie, anche se riportate in altri articoli, interessanti e utili per una conoscenza più esaustiva dei vari argomenti trattati.
Un viaggio in Sicilia mi ha portato, con il Dr. Fabio Mosconi, a conoscere questa graziosa chiesetta, S. Andrea a Buccheri, abbandonata in un esteso oliveto, a pochi Km da Buccheri (SR), interessante per il periodo di costruzione, XIII sec., e per essere un edificio di architettura gotica cistercense



Triplice cinta in posizione verticale su muro perimetrale


Nodo di Salomone accanto alla TC



Vista laterale








Interno con navata unica




Una delle tante testimonianze grafiche all'interno della chiesa